Nozioni di base sul riverbero

//

Il riverbero è una cosa meravigliosa, la ragione per la quale noi tutti cantiamo meglio in bagno che in qualsiasi altra stanza. Il fatto è che ogni ambiente è condizionato da ogni rumore che si crea al suo interno. Spazi differenti hanno la loro propria caratterizzazione acustica.

Quando ancora non si avevano a disposizione strumenti analogici o digitali per generare effetti di riverbero sugli strumenti o sulla voce, si era costretti a far registrare i musicisti in stanze particolari. Grazie all’avvento dei primi rack analogici, si è potuto modificare l’effetto di riverbero del suono indipendentemente dall’ambiente in cui questo è stato registrato.

Perchè usare il riverbero ?

Nel contesto di una registrazione, nel mix il riverbero aiuta a creare l’immagine di un suono “tridimensionale”. Aggiungendo il riverbero diamo al suono un senso di spazialità; nel mix, strumenti che non sono stati registrati nello stesso momento e nella stessa stanza, possono essere miscelati insieme in un suono di coesione totale. Il riverbero può anche essere usato per aggiungere effetti speciali (pensiamo ai suoni esplosivi dei rullanti negli anni 80).

Tipi di Riverbero

I rack dedicati agli effetti di riverbero (come anche i plugin) contengono diversi tipi di preset che possono poi essere modificati secondo le proprie esigenze. Usualmente troviamo:hall, room, plate, ambience, gated e reverse. Ognuna di queste categorie ha anche delle sottocategorie ad esempio: vocal plate, thin plate, bright room, drum room, e così via.
I reverberi HALL (sala) simulano l’acustica che viene generata da spazi larghi come una tipica sala da concerti. La caratteristica di questo preset sarà di una lunga coda nella reverberazione del suono. Questo tipo di riverbero può essere utilizzato per dare l’impressione che un suono che si trova in primo piano, passi dietro.

I reverberi ROOM (stanza) ricreano il suono di una stanza ed è quindi ottimo per gli strumenti.

I reverberi PLATE (piatto) generano solitamente suoni molto distinti ed abbastanza colorati. Viene di solito utilizzato sulla voce e sulla batteria.

I reverberi AMBIENCE (atmosfera) vengono utilizzati per dare al suono un senso di “spazio”, possono essere usati per aggiungere un pò di “aria” ai microfoni chiusi solitamente usati per registrati gli strumenti.

I reverberi GATED (cancello) vengono utilizzati spesso sulla batteria e i suoni percussivi per renderli più aggressivi, lavorano chiudendo il riverbero non appena cessa il suono.

I reverberi REVERSE (al contrario) sono utilizzati di solito per rendere degli effetti particolari, difficile da spiegare l’effetto come di “risucchio” che si crea quando viene attivato su una traccia.

lexicon
Nell’immagine il plugin Lexicon Native Reverb con un riverbero di tipo Plate

Parametri essenziali

Predelay rappresenta il tempo che deve passare tra il suono diretto e quello generato dal riflesso. Utile nel caso in cui si voglia creare una separazione tra il suono secco e quello reverberato. Questo tipo di parametro aggiunge più spazialità alla voce.

Reverb time, a volte indicato come decay time, regola la lunghezza in termini temporali in cui la coda del riverbero termina nel silenzio. Utile nel caso in cui si voglia aumentare il sustain di suoni quali quello del pianoforte o di una chitarra. E’ importante regolare questo parametro anche sulla base del tempo della canzone.
Altri parametri sono quelli relativi al volume, alla densità ed alla diffusione del riverbero. Suoni percussivi generalmente beneficiano di un riverbero con poco effetto di “riflesso” in quanto questo può confondere i vari suoni tra loro.

Usare il riverbero
Non ci sono particolari regole che governano l’uso del riverbero: questi può essere usato su ogni strumento per dare l’idea che suonino tutti nella stessa stanza o un diverso tipo di riverbero può essere utilizzato per uno strumento o un gruppo di strumenti. Un esempio tipico è quello di usarne uno breve e brillante per la batteria, uno più lungo e caldo per le voci ed un altro ancora per gli altri strumenti.
Il riverbero deve comunque essere usato con parsimonia e senza abbondare, il rischio dell’eccesso è infatti che il suono diventi troppo confuso e privo di definizione.

Per un maggior approfondimento scaricate una guida più approfondita (in inglese)

 

4 Comments

  1. Ciao Nicola, sono Eugenio e sono ragusano come te, ci siamo pure conosciuti in passato (il giro delle prime band amatoriali degli anni 90…).

    Ti chiedo alcuni chiarimenti:

    – sui suoni di synth, quindi artificiali, come va dosato il riverbero? Ho letto in altri siti che in fase di mixing il riverbero corto va messo in tutti gli strumenti per amalgamare. Il risultato sui suoni artificiali, ambito pop elettronico, pero’ mi lascia poco soddisfatto. Il riverbero va quindi messo soprattutto nei suoni reali o e’ un “condimento” anche per queste tracce?
    – attualmente faccio mixing a casa usando (preparati alla bestemmia) Garageband. Avendo un mac, cosa mi consigli di utilizzare? Logic?
    – tema equalizzazione (dopo aver letto anche il tuo post su questo, ma faccio un unico commento qui): se ad esempio voglio dare spazio alla voce sui 2khz, questo significa che devo “farle posto” , abbassando gli altri strumenti su questa frequenza? Se fosse cosi’, una prima impostazione dovrebbe prevedere uno schema (da 50hz a 20khz) dove devo segnare, per ogni frequenza, cosa far sentire, giusto? (come avrai capito sono al livello di mixing for dummies…)

    grazie mille in anticipo
    complimenti per il sito, molto chiaro, e per la tua carriera sempre cosi’ progressive!

    Eugenio

    • eugenio ciao… certo che mi ricordo… spero tutto bene
      Allora, la fase di mix è sicuramente un momento molto personale legata sia ai gusti personali che al suono che ottieni.. certo GarageBand non è l’ideale per questo tipo di lavoro, anzi io passerei immediatamente a Logic se fossi al posto tuo… se poi vuoi spendere qualcosa in più io mi trovo benissimo con Cubase… riguardo il “fare spazio”, questo è un lavoro da fare con un EQ in tempo reale… mi spiego meglio… quando hai davanti le diverse frequenze rappresentate graficamente ti accorgi immediatamente se il basso sta succhiandosi qualche frequenza di troppo e così la chitarra o il piano… insomma, per quanto mi riguarda quello è un lavoro da “orecchio” e non da matita e foglio…
      Spero di esserti stato utile… un abbraccione

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Nozioni di base sugli EQ

Prossimo articolo

Panoramica su Native Instruments

Ultime da Plugin

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: