Adattamento e sintesi in italiano di un articolo di Computer Music, pubblicato il 22 luglio 2019.
Un modo è semplicemente un tipo di scala. In realtà ne conosci già almeno due: la scala maggiore, che in “linguaggio modale” si chiama modo Ionico, e la scala minore naturale, che è il modo Eolio. Ma cosa distingue davvero un modo dall’altro?
In sostanza, ciò che differenzia un modo da un altro è la sequenza di intervalli tra le note.
Come si generano i sette modi

Il modo più semplice per ottenere tutti e sette i modi della scala maggiore è partire dalla scala di Do maggiore. Suonata normalmente, da Do a Do, ottieni il modo Ionico. Ma se parti da una nota diversa, ottieni una sequenza di intervalli diversa — e quindi un suono e un modo diversi.
- Da Re a Re → modo Dorico
- Da Mi a Mi → modo Frigio
- E così via, seguendo lo stesso principio per gli altri gradi della scala.
In generale, i modi si dividono in due grandi famiglie — modi maggiori e modi minori — a seconda che contengano una terza maggiore o minore. Ogni modo, inoltre, si presta particolarmente bene a un certo tipo di accordo sopra cui suonare.
Un modo “bonus”: il Lidio Dominante
Il Lidio Dominante è una specie di modo extra, ottenuto fondendo il modo Lidio e il modo Misolidio: il risultato è l’equivalente di una scala maggiore con la quarta alzata e la settima abbassata. È un’ottima alternativa al Misolidio da usare sopra accordi di settima di dominante, e funziona bene anche su triadi maggiori standard, a patto di evitare la settima maggiore.
Non serve saperli a memoria
Quello che distingue un modo, come per qualsiasi scala, è solo il pattern di intervalli tra le note. Non è indispensabile ricordarlo a memoria, né saperlo suonare al volo: basta cercare la formula intervallare del modo che ti interessa e inserirla passo-passo nel piano roll della tua DAW, oppure — se la tua DAW lo supporta — selezionare direttamente il preset del modo desiderato nella funzione di Scale Lock/Quantize. Anche alcuni arpeggiatori (ad esempio quello di Logic Pro X) supportano i modi nativamente.
Locrio, la pecora nera
Il settimo modo, il Locrio, è l’unico che non si può suonare sopra una power chord (fondamentale + quinta), perché ha la quinta abbassata, e questo creerebbe uno scontro dissonante di semitono con la quinta naturale. Tutti gli altri sei modi contengono invece una quinta naturale: per questo il Locrio, scuro e difficile da usare, resta un po’ il “diverso” del gruppo.
L’ordine di luminosità
Ogni modo ha una propria identità timbrica ed emotiva, e si possono ordinare lungo una scala che va dal più “allegro” al più “cupo”. Se cerchi un modo adatto a un’atmosfera o un’emozione precisa, questo ordine di luminosità (dal più brillante al più scuro) è un’ottima guida di partenza — generalmente si va da Lidio, Ionico, Misolidio, Dorico, Eolio, Frigio, fino al Locrio.




