Steinberg continua a perfezionare Cubase con aggiornamenti regolari e, a distanza di diversi mesi dal rilascio, Cubase 15 si conferma una delle versioni più interessanti degli ultimi anni. Non introduce rivoluzioni, ma aggiunge strumenti che migliorano concretamente la creatività, il sound design e il flusso di lavoro.
Le novità principali riguardano il sistema dei Modulatori, il nuovo Melodic Pattern Sequencer, una gestione più evoluta delle Expression Maps, la separazione degli stem basata sull’intelligenza artificiale e numerosi affinamenti dell’interfaccia.
Cubase 15 in breve
Cubase è una delle DAW più longeve e complete del mercato, disponibile nelle versioni Pro, Artist ed Elements.
La versione Pro continua a rappresentare il riferimento per produttori, compositori e sound designer, offrendo un ecosistema ricco di strumenti virtuali, plugin ed effetti in grado di coprire praticamente ogni fase della produzione musicale senza ricorrere necessariamente a software di terze parti.
Modulatori ancora più evoluti

Uno degli aspetti più interessanti di Cubase 15 è l’espansione del sistema di Modulators, introdotto nella versione precedente.
Arrivano sei nuovi modulatori:
- Random Generator
- Sample & Hold
- Wavefold LFO
- Crossfader
- Attack/Decay
- Morph LFO
Questi strumenti permettono di automatizzare praticamente qualsiasi parametro con movimenti sincronizzati al tempo del progetto, rendendo molto più semplice creare evoluzioni timbriche, effetti ritmici e automazioni complesse.
Rimane però un limite: i modulatori operano ancora a livello di singola traccia e non esiste un sistema globale condivisibile tra più canali.
Melodic Pattern Sequencer

Il Pattern Editor introdotto in Cubase 14 era pensato principalmente per la programmazione ritmica.
Cubase 15 amplia il concetto con il nuovo Melodic Pattern Sequencer, dedicato alla creazione di sequenze armoniche e melodiche.
La novità più interessante è la presenza di strumenti che generano automaticamente pattern coerenti con:
- scala musicale;
- forma melodica;
- tonalità del progetto.
Anche utilizzando le funzioni di randomizzazione, i risultati tendono a rimanere musicalmente credibili, rendendo questo strumento molto utile per trovare rapidamente nuove idee compositive.
La gestione dei pattern potrebbe ancora essere più evoluta, ma rappresenta comunque un passo avanti significativo.
Separazione degli stem con AI

Tra le funzioni più attese troviamo la Stem Separation.
Cubase è ora in grado di separare automaticamente una traccia audio in:
- voce;
- batteria;
- basso;
- resto dell’accompagnamento.
L’elaborazione avviene direttamente all’interno del progetto ed è molto veloce.
La qualità dei risultati è buona, soprattutto considerando che la funzione è integrata nella DAW, anche se le soluzioni specializzate dedicate alla separazione degli stem continuano a offrire risultati superiori in molti contesti.
Curiosamente, anche SpectraLayers Go, incluso con Cubase Pro, riesce spesso a ottenere separazioni più accurate.
OmniVocal: interessante ma ancora acerbo
Cubase 15 introduce anche OmniVocal, un sintetizzatore vocale ancora in fase beta.
Pur rappresentando una direzione interessante, il sistema è ancora distante dalla naturalezza e dalla flessibilità offerte da software dedicati come Synthesizer V.
Anche l’inserimento e la modifica dei testi richiedono ancora qualche passaggio di troppo.
È una funzione promettente, ma chiaramente destinata a maturare nelle versioni future.
Due nuovi plugin
Tra gli effetti inclusi troviamo:
Ultra Shaper

Un processore che combina:
- transient shaping;
- limiting;
- equalizzazione.
Uno strumento pratico, soprattutto durante il mix.
Pitch Shifter

Pensato principalmente per le voci, integra:
- preservazione dei formanti;
- saturazione.
Non introduce particolari innovazioni, ma offre risultati convincenti durante il mixaggio, mentre la latenza lo rende meno indicato per l’utilizzo in tempo reale.
Finalmente plugin ridimensionabili
Una delle novità più richieste dagli utenti riguarda finalmente l’interfaccia grafica.
I plugin inclusi in Cubase supportano ora il ridimensionamento della finestra, migliorando notevolmente l’esperienza su monitor ad alta risoluzione.
Resta invece invariata la situazione dei plugin più datati, che continuano a presentare interfacce molto piccole.
Piccoli miglioramenti che fanno la differenza
Cubase 15 introduce anche numerose ottimizzazioni meno appariscenti ma molto utili durante il lavoro quotidiano.
Tra queste:
- Project Preview, che permette di ascoltare un’anteprima di un progetto prima di aprirlo;
- il parametro Last Touched Parameter, che consente di modificare rapidamente l’ultimo controllo utilizzato;
- la possibilità di avere volume e pan direttamente nei controlli della traccia;
- nuove Expression Maps, molto più semplici da configurare e particolarmente utili per chi lavora con librerie orchestrali.
Vale ancora la pena acquistare o aggiornare?
A distanza di circa otto mesi dalla sua uscita, la risposta è sì, soprattutto per chi utilizza Cubase quotidianamente.
Cubase 15 non rappresenta una rivoluzione rispetto alla versione precedente, ma introduce numerosi miglioramenti che, sommati, rendono il lavoro più fluido e creativo.
Chi arriva da versioni molto più vecchie noterà un’evoluzione ancora più marcata, grazie ai nuovi strumenti dedicati all’automazione, alla composizione e al sound design.
Alcuni aspetti, come la separazione degli stem o OmniVocal, hanno ancora margini di miglioramento, ma nel complesso Cubase continua a essere una delle DAW più complete e mature disponibili oggi.
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