Dicono che le cose migliori arrivino in piccoli pacchetti, ma il nuovo sintetizzatore analogico miniaturizzato di Korg è solo un’altra vittima della shrinkflation? Lo analizziamo al microscopio per scoprirlo.
Korg miniKORG 700Sm

Korg ha riportato in vita un classico molto amato, con un potenziale sorprendentemente ampio rispetto alla sua struttura semplice. Le particolarità dello strumento richiedono una certa familiarità e tempo di utilizzo pratico, ma possono anche portare a “incidenti felici” che suonano altrettanto straordinari.
Pro
- Splendida reincarnazione del classico del 1974
- Piccolo nelle dimensioni, enorme nel carattere
- Include MIDI, aftertouch e vero riverbero a molla
- Suona molto più grande di quanto sembri
Contro
- La tastiera slim è meno solida rispetto al resto dello strumento
- Nessuna dinamica (velocity), ma presente l’aftertouch
- Parametri dell’arpeggiatore nascosti: serve il manuale
Cos’è?
Il panorama musicale degli anni ’70 era molto diverso rispetto alle produzioni moderne. La “DAW” dell’epoca era l’organo domestico, promosso come una versione orchestrale del pianoforte, con ritmi bossanova e accompagnamento automatico a un dito. Un’orchestra intera nel salotto.
E i sintetizzatori?
Korg rispose con il miniKorg 700 nel 1973: un sintetizzatore a singolo oscillatore, con controlli essenziali derivati da strumenti più complessi. Molti controlli erano sul pannello frontale, rendendolo ideale da posizionare sopra un organo.
Nel 1974 arrivò il 700S, con un secondo oscillatore e più controllo sonoro. Costava £499, molto meno dei concorrenti americani, ma la limitata flessibilità lo rese poco diffuso tra i professionisti — fino alla scena post-punk, che ne riscoprì il potenziale. Usato da artisti come Hawkwind e Human League, è naturale che Korg abbia deciso di riportarlo in vita.

Performance
Nel 2021 Korg aveva già rilanciato il 700S in formato full-size. Ora arriva il 700Sm: la “m” indica una scala ridotta (86% dell’originale).
Costruzione
Lo strumento è costruito molto bene, con interruttori solidi. Alcuni fader hanno un po’ di gioco, ma restano di alta qualità. La tastiera è di tre ottave con tasti slim, a metà tra full-size e mini: suonabile, ma meno convincente rispetto alla versione precedente 700FS.
La scocca è in metallo con finiture in legno laterali.
Non ha alimentazione interna: usa un alimentatore esterno. In compenso, include una custodia imbottita molto ben fatta.
Software incluso
- Korg 700S software
- iZotope Ozone Elements (suite base per mastering)

Utilizzo
Il layout riprende quello originale anni ’70, con controlli sul fronte e lato sinistro. Questo lo rende meno comodo da usare in piedi, ma ideale da seduti.
Appena si preme un tasto, emerge la qualità sonora:
intonazione stabile, suono analogico ricco e sorprendentemente vario.
Sono presenti 14 preset che mostrano subito le capacità dello strumento.
Oscillatori
Il VCO1 offre tre forme d’onda (triangolo, pulse, saw) più due varianti chorus, più corpose e dinamiche.
Il VCO2 è nascosto: si attiva tramite il pannello effetti. Ha onda saw fissa e si miscela con VCO1 tramite un fader. Può essere accordato sopra o sotto di un’ottava, con regolazione fine.
Una modalità seleziona il comportamento:
- Duet (classico secondo oscillatore)
- Modulazioni tipo ring modulation
- Generatore di rumore
Il risultato può essere: metallico, aggressivo o estremamente musicale.

Traveller (Filtro)
Il filtro è chiamato “Traveller” — e già questo dice molto.
È composto da due fader (low-pass e high-pass) che lavorano insieme, permettendo anche effetti notch.
- Filtri aperti: suono brillante
- Filtri ravvicinati: effetto “wah”
I fader non possono incrociarsi, ma Korg include cappucci modificati per permetterlo (senza limare nulla, come si faceva una volta).
Non c’è risonanza, ma il filtro è comunque ricco e dettagliato.
L’inviluppo AD (Attack e Percussion) modula il comportamento.
È presente anche vibrato.
LFO
Chiamato “vibrato”, può anche funzionare come modulazione pulsante per triggerare inviluppi — utile per bassi ripetitivi.

Nuove funzionalità
Il 700Sm è fedele all’originale, ma introduce novità importanti.
Riverbero a molla
Controllo semplice di volume, ma suono eccellente.
Colpendo leggermente lo strumento si sente la tipica “molla”.
Joystick
Controllo pitch e modulazione, piccolo ma funzionale.
Connessioni
- USB MIDI
- MIDI 5-pin
- Sync in/out
- CV/Gate
Arpeggiatore
Presente ma poco immediato: richiede combinazioni di tasti.
Aftertouch
Funziona bene, nonostante l’assenza di velocity.

Verdetto
Il miniKORG 700Sm è un sintetizzatore estremamente creativo e dal suono affascinante.
Essendo monofonico, ha limiti evidenti, ma con il VCO2 si possono ottenere semplici accordi.
Eccelle nei bassi: profondi o morbidi.
Ottimo anche per lead in stile Zawinul o Vangelis, soprattutto con ring modulation e riverbero a molla.
I nuovi miglioramenti sono molto benvenuti e ampliano notevolmente le possibilità.
La sezione di modulazione è potente ma richiede studio.
La ricompensa, però, è sonora: risultati davvero notevoli.





